30 curiosità su Rabbia: il virus e la malattia
Impara qualcosa di nuovo, poi mettiti alla prova con il quiz.
Generato in italiano con l'IA a partire dal nostro quiz inglese; le fonti rimandano a Wikipedia in italiano.
Le sapevi tutte? Dimostralo.
Fai il quiz da 30 domandeQual è l'unico continente in cui la rabbia non è presente?
La malattia è segnalata in oltre 150 paesi; molte piccole nazioni insulari ne sono invece prive.
Con che cosa va lavata al più presto la ferita di un morso a rischio di rabbia?
Il lavaggio riduce il numero di particelle virali; alcol o iodopovidone sono raccomandati per abbatterle ulteriormente.
Con quale nome storico, legato al terrore dell'acqua, era conosciuta la rabbia?
Chi ne soffre prova dolore a deglutire i liquidi e va nel panico quando deve bere, senza riuscire a placare la sete.
Che cosa significa la parola latina «rabies», da cui deriva il nome della rabbia?
Il termine latino potrebbe a sua volta essere imparentato con il sanscrito «rabhas», cioè «fare violenza».
Quale animale, trovato in camera al risveglio, rende indicata la profilassi antirabbica?
Il suo morso può essere così piccolo da passare inosservato, soprattutto se avviene durante il sonno.
Quanto dura di solito l'incubazione della rabbia negli esseri umani?
La durata dipende dalla distanza che il virus deve percorrere lungo i nervi per raggiungere il sistema nervoso centrale.
Quale gruppo di mammiferi viene infettato solo raramente dalla rabbia?
Topi, ratti e scoiattoli di solito non sopravvivono all'incontro con un animale infetto più grande, quindi non diventano portatori.
Quali animali erano la fonte principale della rabbia in Svizzera prima delle esche vaccinali?
Mangiando le esche distribuite sulle Alpi gli animali si sono immunizzati e la malattia è stata praticamente debellata nel paese.
Dove migra il virus della rabbia dopo aver infettato il cervello, pronto a un nuovo contagio?
Al cervello il virus arriva risalendo i nervi periferici; l'encefalite che provoca segna l'inizio dei sintomi.
In quale anno Louis Pasteur ed Émile Roux svilupparono il primo vaccino contro la rabbia?
Fino ad allora quasi tutti i casi umani si erano rivelati fatali; vaccini derivati da tessuto nervoso sono usati ancora oggi in alcuni paesi.
Quanto è efficace contro la rabbia la profilassi post-esposizione iniziata senza ritardi?
Anche in caso di forte ritardo il trattamento va comunque somministrato, perché può essere ancora efficace.
In quale parte del corpo si iniettavano i vecchi vaccini antirabbici da tessuto nervoso?
Le iniezioni erano dolorose e richiedevano un ago di grosso calibro; oggi l'OMS consiglia di sostituirle con quelle intradermiche.
Quale tipo di tessuto, prelevato post mortem, consente una diagnosi affidabile di rabbia?
Si possono analizzare anche saliva, urina e liquido cerebrospinale, ma sono campioni meno sensibili e affidabili.
A quale genere appartengono i virus che causano la rabbia?
Il nome viene dal greco «lyssa», da una radice che significa «violento».
In seguito a quali interventi si sono registrati rari contagi di rabbia tra esseri umani?
Tutte le specie a sangue caldo possono essere infettate, ma il passaggio diretto da persona a persona resta estremamente raro.
Chi fu il primo essere umano trattato da Louis Pasteur con un vaccino post-esposizione?
Morso da un cane rabbioso a nove anni, non si ammalò e da adulto collaborò con l'istituto fondato dallo scienziato.
Da quale città statunitense prende nome il protocollo di coma indotto usato contro la rabbia?
Fu applicato nel 2004 a Jeanna Giese, adolescente non vaccinata che sopravvisse alla malattia e fu dimessa dopo 76 giorni di ricovero.
Da quali animali infetti fu ricavato il vaccino antirabbico originale di Louis Pasteur?
Il virus, prelevato dal tessuto nervoso, veniva indebolito lasciandolo essiccare per cinque-dieci giorni.
In quale giorno dell'anno si celebra la Giornata mondiale della rabbia?
La ricorrenza promuove l'informazione, la prevenzione e l'eliminazione di una malattia ancora presente in oltre 150 paesi.
In quale provincia italiana fu accertato nel febbraio 2011 un caso di rabbia in una volpe?
Ottenuto lo status di Paese indenne dalla malattia, nel 2013 è decaduto l'obbligo di vaccinare i cani italiani.
Di chi portano il nome i «corpi» la cui presenza assicura la diagnosi di rabbia?
Queste inclusioni eosinofile nel citoplasma si trovano però solo in circa l'80% dei casi.
Quante persone si stima siano morte di rabbia nel mondo nel 2010?
Il dato era in calo rispetto ai 54.000 decessi del 1990; la maggior parte dei casi si è verificata in Asia e in Africa.
A quale santo era intitolata la chiave rovente usata in Francia e Belgio sui morsi rabbiosi?
Con la stessa chiave si marchiavano anche i cani, nella speranza di proteggerli dalla malattia.
Quale test, raccomandato dall'OMS, è il gold standard per la diagnosi della rabbia?
Un anticorpo specifico legato a una molecola fluorescente rende visibile al microscopio l'antigene del virus.
Con quale termine medico si indica l'aumento della produzione di saliva tipico della rabbia?
Deglutire la saliva ridurrebbe la capacità dell'animale infetto di trasmettere il virus con i morsi.
Da quale regione arrivò da Louis Pasteur il primo bambino curato con il vaccino antirabbico?
Lo accompagnò la madre; fino ad allora gli esperimenti di immunizzazione dello scienziato avevano coinvolto soltanto animali.
In quale città iniziò nel 1768 la diffusione della rabbia tra gli animali del Nuovo Mondo?
Da lì la malattia raggiunse altri Stati e le Antille francesi, fino a diventare comune in tutto il Nord America.
A quale famiglia di virus appartiene l'agente della rabbia?
Sono virus avvolti a simmetria elicoidale, con un singolo filamento di RNA a senso negativo che codifica cinque geni.
Quale raccolta mesopotamica del 1930 a.C. circa contiene la prima menzione scritta della rabbia?
Il testo imponeva al proprietario di un cane con i sintomi di prendere misure preventive contro i morsi, pena una punizione.
Quante ferite da morso aveva il primo bambino curato da Louis Pasteur contro la rabbia?
Aveva nove anni e il suo destino sembrava segnato: la saliva del cane gli aveva certamente trasmesso la malattia.
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